FEUDI PRENORMANNI DEI BORRELLO TRA ABRUZZO E MOLISE

di Angelo Ferrari

Il libro potrà essere richiesto via internet, dal 1° febbraio 2007, all’editore UNI Service, Via Verdi 9/A, 38100 Trento; www.uni-service.it editrice@uni-service.it


Dal quarto di copertina:
Le vicende storiche che si svolsero alla fine del primo millennio, sul territorio posto tra l’Abruzzo e il Molise, tra le valli del medio corso del fiume Sangro e i monti dell’alto Trigno, sono trattate con lo sguardo rivolto ai feudi che in questa area svolsero un ruolo di primo piano.
Piccoli feudatari rivali, sempre calati nella realtà storica, si muovono con disinvoltura e spesso con spregiudicatezza tra signorie e contee, tra rocche e monasteri, tra intricati rapporti di parentela, vincoli feudali e rude pragmatismo al servizio delle famiglie dominanti.
Diversamente i protagonisti diventano esitanti e impacciati quando le loro ambizioni li proiettano in situazioni di ampio respiro, italiano o europeo, quasi che il loro territorio montuoso, aspro e selvaggio, impedisse loro un orizzonte sufficientemente aperto da mostrare in tutta la sua ampiezza la complessità delle situazioni politiche del momento.



PRESENTAZIONE
di Eugenio Maranzano

Angelo Ferrari, originario di Borrello in provincia di Chieti, non è nuovo a imprese nel campo della ricerca storica locale abruzzese. Già da giovane universitario si misurò egregiamente e con l’entusiasmo dell’età nella ricerca delle origini di questa area che si affaccia sulla media valle del fiume Sangro.
Fu allora, col suo primo saggio “I Figli di Borrello, storia dell’anno mille”, che molti di noi conobbero per la prima volta nel dettaglio le imprese di quella famiglia feudale, di origine franca, che diede il proprio nome al nostro paese e che per molti versi si distinse.
Non pago ha voluto tornare sull’argomento frugando, questa volta con maggiore approfondimento, nella miriade di fatti accaduti a cavallo dell’anno mille nel Meridione d’Italia e, riservando una particolare attenzione a quella stirpe, li raccoglie tutti in questo nuovo libro e li ricompone e li assembla con singolare costanza. Però non li narra soltanto, li interpreta, ce ne dice il perché e quindi scrive la loro storia.
Ed è principalmente la storia dei feudi sorti prima della venuta dei Normanni e delle signorie che ebbero anche successivamente un notevole ruolo, a volte determinante, nelle vicende che caratterizzarono quel periodo. Fatti avvenuti, per quanto riguarda i Borrello, nei più aspri territori del medio corso del fiume Sangro e in quelli dell’Aventino, del Volturno e dell’alto Trigno, tra l’Abruzzo e il Molise. Territori questi sui quali a suo tempo si erano insediati i Borrello investiti dai principi di Benevento, facendone un piccolo regno che, pur vassallo di quei signori, fu incredibilmente indipendente, al punto che in qualche occasione li avversò apertamente.
Per il ricercatore non deve essere stato facile calarsi nei meandri di tutti quei lontani avvenimenti, fotografarli e poi dipanarne le varie scaglie di storia per farne e scriverne una sola, chiara, scorrevole, piacevole a leggersi. Fatica non semplice quando si pensi anche agli innumerevoli soggetti partecipi di tante imprese.
La grande storia ebbe il sopravvento e gran parte di quei personaggi ricordati dall’autore non furono che piccole postille e infatti che altro furono quelle numerose signorie che cercarono di sopravvivere alla sovrapposizione dei Franchi ai Longobardi? E all’avanzata dei Normanni che, non più mercenari né erranti bande armate ma potenza militare e politica, le avevano fagocitate risalendo le regioni del sud, fino alla fondazione del Regnum Siciliae da parte di Ruggero d’Altavilla?
Le grandi e piccole signorie prenormanne sorte tra l’Abruzzo e il Molise, come insiste a ricordare l’autore, si trovarono a combattere non solo tra loro, ma anche tra principi e potenti monasteri, oltre che tra papi e sovrani e alla fine, fatta eccezione per le rivolte antinormanne di Mario Borrello, dovettero arrendersi alla storia, della quale erano state comunque protagoniste, iniziando la loro diaspora nell’Italia meridionale.

borrellosite è ideato, realizzato e diretto da Mario Di Nunzio